ULISSE- ODYSSEUS - NOBODY (sceneggiatura)

L'intento del progetto è la creazione di un cortometraggio animato di 12 minuti ca che vada a trattare della condizione dell'anzianità a Milano, in questo caso impersonato dalla figura di Ulisse, mito senza tempi , eroe dell'umanità che sa ergersi innanzi a Dei, Miti, Credenze, Dogmi, spirito di dinamica evoluzione fra divino e umano , respiro di scienza e ricerca, espressione incarnata del concetto greco di TECHNE : arte, scienza, "furbizia". Ulisse in questo contesto sarebbe inizialmente collocato in una vecchia casa milanese, vecchio, stanco, disilluso. All'arrivo dell'uccello-ricordo, egli rivedrà itaca intorno a sé.

Una "sinfonia visiva" dunque , che verta sulla ricerca ed il superamento di sé ,superando i limiti imposti dalla disillusione della vita. Musiche: (raccomando l'ascolto nell'esatto ordine proposto): (in successione) 1) Op 8 N2 Concerto G - 05 - Op 8 N2 Concerto G-Min, RV315, part2 - Allegro - Presto - Adagio 2) Op 8 N2 Concerto G-06-Op 8 N2 Concerto G-Min, RV315, part 3 Presto 3)Op 8 N3 Concerto F-08-Op 8 N3 Concerto F-Maj, RV393, part 2 Adagio molto 4)Op 8N4 Concerto F- 10 Op8 N4 Concerto F-min, RV297, part 1 Allegro non molto.

La "narrazione" sarà conseguentemente divisa in quattro parti:

Prima parte: Stasi : Condizione della vecchiaia, speranza , ricordi

Seconda parte :Crescendo dinamico: Il viaggio sinfonico nei ricordi di gloria, nei viaggi e le sfide agli uomini e agli dei. L'uomo attraverso le scoperte e la virtù sale al cospetto degli increduli Dei.

Terza Parte: Stasi: Frustazione, rassegnazione. Lo sguardo perso nel mare. La visione della moglie Penelope, che porge la tela ad Ulisse, finalmente compiuta, per ripararlo dal freddo e dalla disillusione della gioventù. I due si avviano insieme, lentamente, verso il tramonto.

Quarta parte: Estasi dinamica: Ancora mare. La nera nave di Ulisse si ripresenta nella stessa maniera che nella seconda parte. Questa volta, pero', si stacca dal mare, ergendosi verso il cielo e volando fra le nuvole.

Accanto ad Ulisse, si scorgerà finalmente Penelope, giovane. I due supereranno insieme i confini del mondo conosciuto, si ergeranno al cospetto degli illustri tentativi umani di sfidare i limiti divini (icaro, galileo,apollo 13, etc), fino a giungere ad una rappresentazione di Dio, o meglio, alle varie rappresentazioni discordanti che gli uomini gli danno e per le quali (o in nome delle quali) continuano ad uccidersi, per poi superarlo e fondersi insieme nell' universo.

Sceneggiatura: parte prima: atmosfera sognante, fiabesca. nel buio le rosate mani dell'aurora preparano, carezzando le nuvole, la venuta del carro infuocato del sole.Uno stormo di uccelli vola lento e leggero sul mare.

Rapido si tuffa in mare e inizia a ingozzarzi di pesce. Un uccello bianco striato dall'aspetto esotico si distacca dallo stormo e continua a volare, fino a giungere alla terra albeggiante di viti e ulivi: Itaca.

Volteggiando silenzioso fra le nuvole che ne tracciano la rotta sinuosa giunge fino al davanzale di una caseggiato popolare milanese : La dimora di Ulisse.

Pseudo soggettiva dell'uccello (per pochi secondi si continua a vederne la testa, da dietro, poi, nell'inquadratura successiva, scompare): due vecchi in una stanza antica e polverosa, Ulisse seduto su una poltrona, si gratta la barba fissando il vuoto, Penelope , ormai vecchia, continua a tessere (particolare: i due soggetti in questione non hanno gli occhi, soltanto delle cavità buie).

Ad un tratto Ulisse scorge l'uccello: sul suo volto si compongono 2 occhi vivissimi e curiosi, in stretto contrasto con la sua vecchiezza.

Ulisse segue con lo sguardo il volo dell'uccello. Esso, nelle sue traiettorie, andrà a posarsi su vari simboli - icone della vita: prima sul ritratto del figlio Telemaco,ormai con moglie e prole, poi sulla moglie Penelope che tesse (qui lo sguardo di Ulisse si farà dolce, per un istante), infine, sull'arco di legno vivo, appeso a un chiodo, servito per la strage dei Proci.

Con l'occasione della vista dell'arco, si risveglia in Ulisse uno sguardo serio e audace, e si alza in piedi di scatto, sorreggendosi col bastone. Dopo aver rivolto lo sguardo un'ultima volta sulla moglie che tesse, Ulisse esce di casa, seguendo l'uccello che intanto è volato via dalla finestra. Subito dopo essere uscito di casa, l'uccello sorvola la casetta spoglia dell'antico cane di Ulisse , Argo (che per un attimo Ulisse rivede), e successivamente va a descrivere con traiettorie sinusoidali il paesaggio di itaca: prima "il borgo", fatto di personaggi e case intenti allo svolgere quotidiano delle loro funzioni.

Il vecchio re che insegue barcollante l'uccello è guardato con stupore e sospetto (il vecchio è impazzito, alfine??) Il cammino del vecchio che insegue i suoi ricordi continua fra tramonti di prati fioriti che si intercalano alle colline pettinate ad uva e ulivi, sotto un cielo dinamico che si compone come tracciato dal volo dell'uccello esotico.

Lungo il cammino Ulisse avrà modo di vedere delle giovinette giocare alla fonte nella loro luminosa bellezza. Si soffermerà a guardare per qualche istante, per poi riprendere il suo inseguimento. Fra i campi, un vecchio e un bambino volgeranno per un istante - quadro lo sguardo verso la traiettoria del volatile.Gli alberi e piante e fiori gli scorrono accanto , come sagome di persone care. Di volta in volta l'uccello si poserà su oggetti e piante, per farsi quasi raggiungere da Odisseo.

Ma al momento che egli, arrancando, vi sarà vicino, esso si risolleverà beffardamente in volo, spostandosi ad un altro oggetto del paesaggio, piu' lontano. L'uccello infine andra' a posarsi su uno scoglio, lasciando il tempo ad Ulisse di raggiungerlo sulla spiaggia. Ancora una volta però esso si rialzerà in volo,questa volta andando pero' a sorvolare il mare.

Il cammino del vecchio dovrà arrendersi impotente innanzi alla vastità dell'oceano. Lo sguardo sognante continuerà a seguire l'uccello volare lento sulle onde del mare, e confondersi sempre piu' nel bianco delle nuvole.

Parte 2: Atmosfera dinamicissima, eroicità, sfida, gloria: Il bianco del volatile-nuvola prendono forma nella nave di una vela. Compare sullo sfondo Troia in fiamme, primo piano sulla figura di odisseo, sulla prua della sua nave nera (omettiamo le altre, direi) . Si tocca la barba e e guarda l'orizzonete con decisione. Gioco di forme e colori per descrivere il mare dominato da gorghi e geometrie mitologiche. Raffigurazione pittorica del vento.

Eroe dritto sulla nave sobbalzante nel mare spumeggiante. Si susseguono in rapida successione (non rispettando esattamente l'ordine) , a "flash", l'episodio del paese dei lotofagi, innanzi tutto (evidente richiamo alla comunicazione sociale: i giovani e le droghe: i compagni di Ulisse , in preda a visioni d'oblio idilliaco artificiale saranno scossi da un Ulisse furioso che li ricondurrà sulla nave).

Circe-i porci e Ulisse: una donna bellissima dai tratti vagamenti asiatici, circondata dai porci, offrirà sinuosamente la sua pozione a Ulisse. Egli la berrà, e si alzerà sorridente, guardando verso l'orizzonte. Circe lo abbraccerà, e i compagni-porci torneranno umani. Le sirene: atmosfera grigia, di morte.

Carrellata sui compagni di Ulisse che remano. Inquadratura su Odisseo legato all'albero della nave.Dalle sirene, lucenti nell'atmosfera cupa come neon di Las Vegas, partiranno voci fluttuanti visivamente, che visualizzino forme di status symbol in continuo e rapidissimo divenire: scettro d'oro, monete d'oro, tesori, auto di lusso (!!?) e quanto piu'. Solamente l'eroe riuscirà a scorgere le ossa bianche di coloro che si erano tuffati per raggiungere quella scogliera.

Breve escursus su Polifemo: la forza bruta e selvaggia sarà piegata col vino . In questo contesto Ulisse si presenterà come un piccolo e insignificante uomo (nessuno) innanzi alla potenza degli elementi, e, riuscendo a batterli, si rivelerà dalla nave nel suo splendore.

Mentre la nave solca il mare, le si affiancano prima criniere bianche , poi si intravedono le figure dei "cavalloni" trainanti il cocchio di Poseidone: una figura verde scura si erge fino al naso dal mare, con occhi gialli, che guardano irati alla nave nera. Gioco di sguardi fra la divinità e l'uomo (lo sguardo giallo della divinità si fa sempre piu' irato).

Spunta il tridente. Fulmini.Nave in balia della tempesta. I cavalli bianchi con coda di pesce di Poseidone sono lanciati al galoppo-furia degli elementi. La nave è cosi' sospinta verso SCILLA E CARIDDI (Cariddi fisicizzata in una creatura di pietra immobile dagli occhi luminosi-infuocati (sottacqua) che aspira vortici d'acqua e tutto cio' che essi contengono: creature marine, alghe, nuvole dal cielo). Spunta Scilla, mostruosissima e grottesca: tentacoli neri dotati di numerosissimi occhi e con bocche dalle svariate file di denti circolari:per esigenze sceniche, saranno divorati tutti i compagni (o alcuni semplicemente cadranno in mare). Ulisse, sarà l'unico a salvarsi, e riuscirà ad approdare all'isola di Calipso.

(Calipso: raffigurata bionda, con occhi azzurri, dalle vesti e la pelle splendente di biancore divino). I due siedono , l'uno di fronte all'altro, come Adamo ed Eva nelle raffigurazioni del Paradiso terrestre. Calipso porge il calice di Abrosia, Ulisse beve, si alza, guarda verso il mare, inizia a camminare sulle correnti ascenzionali e sulle nuvole verso l'alto (Poseidone lo scruta incredulo dal basso dell'oceano verde) : sullo sfondo: il sole trainato dal carro di Apollo. Salendo, il carro gira intorno al pianeta,poi l'inquadratura si focalizza su Odisseo, quasi trasfigurato dal bagliore del sole (esattamente dietro di lui): non il sole gira, a questo punto, ma la terra, la luna e gli Dei compiono le loro orbite attorno all'uomo. Scena finale: gli dei (statue) Zeus ed Atena gli si avvicinano per accoglierlo.

Ulisse guarda verso la terra, sorride agli Dei e si tuffa. Esplosione di colori. Buio.

Parte terza: Stasi, rimpianto, disillusione, tramonto. Disco rosso solare che va lentamente a spegnersi nel mare. Un raggio illumina Odisseo sulla Spiaggia. L'uccello dell'inizio giace morto sulla riva del mare. Primo piano sul vecchio: una lacrima scende sul suo volto.

La sagoma onirica immateriale della nave nera si pone in controluce col raggio partendo dal sole rosso andando a raggiungere lentamente la spiaggia su cui Ulisse è ormai in ginocchio, solo, avvolto dall'infinità del mare. Il volto di Ulisse appare nuovamente triste, un'altra lacrima sul suo volto. Si volta lentamente, decidendosi finalmente a distogliere lo sguardo dal mare: dietro di lui c'è la vecchia moglie,con sguardo dolce (ora ha gli occhi),sorridente, con in mano il telo- coperta, finalmente ultimata: l'espressione di tristezza si tramuta in dolcezza, commozione, ma rimane una punta di amarezza. Gioco di sguardi nella luce rossa del tramonto, occhi di Ulisse e occhi di Penelope.

Ulisse è accasciato. La moglie, abbracciandolo, gli pone addosso la coperta , e si accascia accanto a lui.Unico momento di parlato: Ulisse:"presto, fra non molto, Io dovro' riprendere il mare. Mi è stato detto che non avro' pace finchè non trovero' una terra dove gli uomini non conoscono il mare, dove non mangiano cibi salati e non conoscono le navi,nè la fatica dei re. Lì la conoscenza viene agli uomini senza che essi si affannino a cercarla...questo dovrà tutto compiersi" (dialogo-risposta-forse, da rivedere: Penelope:"quando il destino si compie, noi non possiamo far altro che guardare e tacere, cosi' come partire o tornare. Nascere e morire") Candida si stende la luce. Penelope sorride, avvolta da luce.

Ulisse la rivede giovane, Nei suoi occhi è riflesso il mare. Movimento di avvicinamento agli occhi di Penelope in cui si specchiano le onde del mare. Il rosso del tramonto si fa sempre piu' scuro. Nero. Rimangono come fonti di luce solo gli occhi di Penelope.

Lentamente si chiudono anch'essi. Buio Totale

Parte quarta (fine):crescendo-sognante:Estasi dinamica: Ancora mare. discorso di Seneca: ....Fino a quando ignorerai che cosa si deve fuggire, che cosa ricercare, che cosa è necessario o superfluo, giusto o ingiusto, questo non sarà viaggiare, ma vagabondare" Seneca, "Epistulae morales ad Lucilium, 104" ( I secolo d.C ) La nera nave di Ulisse si ripresenta nella stessa maniera che nella seconda parte. Questa volta, pero', si stacca dal mare, ergendosi verso il cielo e volando fra le nuvole. Accanto ad Ulisse, si scorgerà finalmente Penelope, giovane.

Nuvole di petali, raggi stilizzati. La nave continua a salire verso l'alto La nave si avvicina velocemente al Dio luminoso (si vedono Ulisse e Penelope da dietro). Improvvisamente pero' parte in una rapidissima traiettoria verticale. Superamento delle nuvole, atmosfera. Prende atto una visone cosmica,la nave lascia una scia luminosa, nebulose, abissi siderali, particelle luminose vorticanti (Delirio visivo avanguardista geometrico-organico della materia celeste- compenetrazione in essa). Primo piano sui volti di Ulisse e Penelope (giovani)sorridenti: negli occhi si rispecchiano le galassie. Vista da dietro, si tengono per mano. La nave si allontana con i due a bordo, verso il vortice galattico. Sempre piu' lontano: Diventa una stella.Risplendente nel firmamento.

Fine