Arcipelago da Cinema Supereva

http://www.arcipelagofilmfestival.org/site/templates/arcipelago_2009/images/left_header.jpgRoma, 16-22 giugno 2006

Dei 1596 arrivati, questa volta ne vedremo 201. E' questo il numero dei corti della XIV edizione di Arcipelago ? Festival internazionale di cortometraggi e nuove immagini che si svolgerà a Roma dal 16 al 22 giugno. Prima novità di quest' anno è lo sdoppiamento del luogo adibito alle proiezioni. L'ormai veterano multisala Intrastevere avrà come compagno di viaggio l' altrettanto storico Filmstudio, famoso per l' attenzione che dedica al cinema indipendente e di ricerca. Proprio qui trent' anni fa fu presentato Io sono un autarchico, esordio dietro la macchina da presa di Moretti.

Classiche invece le sezioni: Onde corte, concorso internazionale, Con/Corto concorso nazionale, Video/Rome di ambito regionale, eMovie, dedicato al cinema breve di stampo digitale e Corto Web, in collaborazione con il portale Shortvillage, i cui premi verranno assegnati dal pubblico internauta che potrà votare fino al 5 novembre sul sito www.arcipelagofilmfestival.org/cortoweb. Tornerà anche Extra Large, con una nuova identità: diventa infatti una sezione competitiva dedicata al documentario italiano.

Tra i dodici titoli selezionati da segnalare i già conosciuti Chiamami Mara di Bruno Bigoni, Macondo a Milano 1977/78 di Michele Sordillo e la versione televisiva de Il fantasma di Corleone di Marco Amenta. Tra gli altri italiani sparsi nei ricchi meandri di questo Arcipelago troviamo il paradossale Un filo intorno al mondo di Sophie Chiarello con il trio Aldo, Giovanni e Giacomo alle prese con gli stravolgimenti della seconda guerra mondiale nelle campagne padane, il pasoliniano Dentro Roma di Francesco Costabile, i già apprezzati Trevigolaottantasette di Valerio Mastandrea, in concorso al Festival di Venezia 2005 e vincitore del Nastro d' Argento, e Un inguaribile amore di Giovanni Covini, premiato recentemente ai David di Donatello.

Nel programma si fa notare anche 58% di Vincenzo Marra, presentato a Locarno lo scorso anno, che ci introduce l' evento speciale dedicato alla difficile situazione israelopalestinese. Promise land(s). Il muro dentro è  il titolo della sezione che ospita corti e documentari di registi di entrambi gli schieramenti. Autori che affrontano la questione in chiave differente, chi attraverso lo strumento dell' indagine e della denuncia, chi invece con ironia e comicità. Un esempio su tutti il musical passato al Sundance ispirato a West Side Story: West Bank Story.

Si continua a raccontare la storia di un popolo, questa volta però occidentale, un popolo che ancora oggi ha da smaltire l' amara eredità di una classe politica deturpatrice di razze. Stiamo parlando della Germania, paese ospite di questa edizione. Due sono gli eventi da tener presente: ExGermania Est. La vita, istruzioni per caso e Kurzland uber alles. Finestra sulla Germania. Il primo raccoglie una selezione di documentari e film d' animazione prodotti a scopi educativi dalla casa di produzione DEFA (Deutsche Film-AG) tra gli anni Sessanta e Ottanta.

Una società che ha accompagnato i tedeschi dell' est dal 1946 fino alla caduta del Muro di Berlino. Si tratta di una serie di documenti video eccellenti per avvicinarci alla condizione storica di quegli anni. Il secondo invece condensa le migliori produzioni realizzate tra il 1995 e il 2004 fornendo un quadro vitale della cinematografia breve della Germania. Degni di un accenno: Quest, vincitore dell' Oscar per l' animazione e Goodbye, premiato a Venezia nel 2004. Il tutto è stato reso possibile grazie alla collaborazione del Goethe-Institute Rom, del direttore del Dresden Filmfest Robin Malick e della DEFA-Stiftung.

Le soprese non finiscono qui. Continuano con i film in digitale che di solito raccolgono un nutrito numero di fan, soprattutto dell' animazione. E allora subito spazio al nome più atteso, Henry Selick, regista di Nightmare Before Christmas che per la prima volta si avvicina al 3D con il corto Moongirl. Altra sopresa, Rubber Johnny, una sorta di Elephant Man allucinato realizzato dal famoso videomaker e regista di videoclip inglese Chris Cunningham.

Tra i 50 titoli del concorso non potevamo mancare noi italiani. Ad esserne portavoce Claudio Castelli con Giocattoli futuristi, esperimento in tre dimensioni che prende spunto dall' arte di Depero. Infine l' ultimo omaggio è rivolto ad Andrej Tarkovskij, a vent' anni dalla morte, con la proiezione de Il rullo compressore e il violino (1960), saggio di diploma alla scuola di cinema moscovita VGIK del regista di Andrej Roublev (1969) e Stalker (1979).

<!-- var prefix = 'ma' + 'il' + 'to'; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addy49591 = 'redazione' + '@'; addy49591 = addy49591 + 'cinema' + '.' + 'it'; var addy_text49591 = 'di Emanuele Bigi'; document.write( '' ); document.write( addy_text49591 ); document.write( '' ); //-->n di Emanuele Bigi

http://www.arcipelagofilmfestival.org/site/templates/arcipelago_2009/images/left_header.jpgRoma, 16-22 giugno 2006

Dei 1596 arrivati, questa volta ne vedremo 201. E' questo il numero dei corti della XIV edizione di Arcipelago ? Festival internazionale di cortometraggi e nuove immagini che si svolgerà a Roma dal 16 al 22 giugno. Prima novità di quest' anno è lo sdoppiamento del luogo adibito alle proiezioni. L'ormai veterano multisala Intrastevere avrà come compagno di viaggio l' altrettanto storico Filmstudio, famoso per l' attenzione che dedica al cinema indipendente e di ricerca. Proprio qui trent' anni fa fu presentato Io sono un autarchico, esordio dietro la macchina da presa di Moretti.

Classiche invece le sezioni: Onde corte, concorso internazionale, Con/Corto concorso nazionale, Video/Rome di ambito regionale, eMovie, dedicato al cinema breve di stampo digitale e Corto Web, in collaborazione con il portale Shortvillage, i cui premi verranno assegnati dal pubblico internauta che potrà votare fino al 5 novembre sul sito www.arcipelagofilmfestival.org/cortoweb. Tornerà anche Extra Large, con una nuova identità: diventa infatti una sezione competitiva dedicata al documentario italiano.

Tra i dodici titoli selezionati da segnalare i già conosciuti Chiamami Mara di Bruno Bigoni, Macondo a Milano 1977/78 di Michele Sordillo e la versione televisiva de Il fantasma di Corleone di Marco Amenta. Tra gli altri italiani sparsi nei ricchi meandri di questo Arcipelago troviamo il paradossale Un filo intorno al mondo di Sophie Chiarello con il trio Aldo, Giovanni e Giacomo alle prese con gli stravolgimenti della seconda guerra mondiale nelle campagne padane, il pasoliniano Dentro Roma di Francesco Costabile, i già apprezzati Trevigolaottantasette di Valerio Mastandrea, in concorso al Festival di Venezia 2005 e vincitore del Nastro d' Argento, e Un inguaribile amore di Giovanni Covini, premiato recentemente ai David di Donatello.

Nel programma si fa notare anche 58% di Vincenzo Marra, presentato a Locarno lo scorso anno, che ci introduce l' evento speciale dedicato alla difficile situazione israelopalestinese. Promise land(s). Il muro dentro è  il titolo della sezione che ospita corti e documentari di registi di entrambi gli schieramenti. Autori che affrontano la questione in chiave differente, chi attraverso lo strumento dell' indagine e della denuncia, chi invece con ironia e comicità. Un esempio su tutti il musical passato al Sundance ispirato a West Side Story: West Bank Story.

Si continua a raccontare la storia di un popolo, questa volta però occidentale, un popolo che ancora oggi ha da smaltire l' amara eredità di una classe politica deturpatrice di razze. Stiamo parlando della Germania, paese ospite di questa edizione. Due sono gli eventi da tener presente: ExGermania Est. La vita, istruzioni per caso e Kurzland uber alles. Finestra sulla Germania. Il primo raccoglie una selezione di documentari e film d' animazione prodotti a scopi educativi dalla casa di produzione DEFA (Deutsche Film-AG) tra gli anni Sessanta e Ottanta.

Una società che ha accompagnato i tedeschi dell' est dal 1946 fino alla caduta del Muro di Berlino. Si tratta di una serie di documenti video eccellenti per avvicinarci alla condizione storica di quegli anni. Il secondo invece condensa le migliori produzioni realizzate tra il 1995 e il 2004 fornendo un quadro vitale della cinematografia breve della Germania. Degni di un accenno: Quest, vincitore dell' Oscar per l' animazione e Goodbye, premiato a Venezia nel 2004. Il tutto è stato reso possibile grazie alla collaborazione del Goethe-Institute Rom, del direttore del Dresden Filmfest Robin Malick e della DEFA-Stiftung.

Le soprese non finiscono qui. Continuano con i film in digitale che di solito raccolgono un nutrito numero di fan, soprattutto dell' animazione. E allora subito spazio al nome più atteso, Henry Selick, regista di Nightmare Before Christmas che per la prima volta si avvicina al 3D con il corto Moongirl. Altra sopresa, Rubber Johnny, una sorta di Elephant Man allucinato realizzato dal famoso videomaker e regista di videoclip inglese Chris Cunningham.

Tra i 50 titoli del concorso non potevamo mancare noi italiani. Ad esserne portavoce Claudio Castelli con Giocattoli futuristi, esperimento in tre dimensioni che prende spunto dall' arte di Depero. Infine l' ultimo omaggio è rivolto ad Andrej Tarkovskij, a vent' anni dalla morte, con la proiezione de Il rullo compressore e il violino (1960), saggio di diploma alla scuola di cinema moscovita VGIK del regista di Andrej Roublev (1969) e Stalker (1979).

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