Breve storia del Futurismo

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Ritratto di Filippo Tommaso Marinetti - Fortunato Depero

La nascita del futurismo e segnata dal "Manifeste du Futurisme" , pubblicato da Filippo Tommaso Marinetti sul Figaro il 20 febbraio 1909. Marinetti Bellini è già in questa sede i temi fondamentali del movimento: amore del pericolo, abitudine all'energia, culto per il coraggio l'audacia, ammirazione per la velocità. La nuova, ruggente automobile da corsa è preferita alla Nike di Samotracia. Vuole essere descritto un mondo nuovo in lotta contro il passato, contro i musei, l'evidente che nelle accademie d'ogni specie. Tutto è improntato nell'esaltazione dell'aggressività: "l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo in pugno" e della guerra, vista come unica, possibile igiene del mondo. Proprio quest' ultimo tema, ha spesso determinato una forte riserva morale nei confronti del futurismo, derivante dall' assimilazione di esso col fascismo. Ora, tralasciando le influenze che ebbero nel movimento il dionisiaco vitalismo del superuomo di Nietzche, il mito della violenza di Sorel, lo slancio vitale di Bergson, è indubbio che una forte influenza la ebbe anche fascismo, visto dei futuristi essenzialmente come alto potenziale rivoluzionario, in grado di provocare la massima reazione possibile nella staticità e nel passatismo della società contemporanea. Gramsci, nel 1930, definirà cosi' i futuristi: I Futuristi. Un gruppo di scolaretti che sono scappati da un collegio di Gesuiti, hanno fatto un po' di baccano nel bosco vicino e sono stati ricondottisotto le fecule della guardia campestre-anonimo, il futurismo oggi [futurism and international avant-garde],ciran bazar,sett-ott 1981. Ma è necessario contestualizzate questo tipo di critica in un'ottica anti qualunquista è anti fascista. Sempre Gramsci infatti affermò che l'epoca della grande industria... doveva avere forme nuove di arte, di filosofia, di costume, di linguaggio, e il futurismo colse proprio quest'aspetto. L'intuizione di un futuro condizionato dalla scienza e dalla tecnologia , finì con il confluire nel primo Marinetti, cohn la volontà di lotta contro la museificazione dell'arte e ricorso spregiudicato alle tecniche di persuasione di massa. Se nella liquidazione della sorpassata figura del letterato e nella consapevolezza tecnica dei nuovi strumenti espressivi è da ricercare la componente schiettamente rivoluzionaria del futurismo, nella tendenza a impadronirsi del mercato culturale con la manipolazione terroristica è viceversa da riconoscere l'equivoco di fondo di un movimento che si presentava al tempo stesso eversivo e conservatore, ma sempre ricco di fermenti e di stimoli. Non ultima testimonianza, sul piano del costume, della capacità provocatoria e, insieme, del provincialismo del futurismo italiano furono le clamorose serate futuriste, regolarmente chiuse da risse e gazzarre: la mancanza di un solido retroterra culturale nel nostro Paese spiega glia sufficienza l'isolamento dei futuristi italiani e la loro tendenza a esaltare gli aspetti clowneschi e scandalistici messaggio, che fu vanificato e capovolto dall'avventura fascista. tuttavia, da questi ideali, sicuramente discutibili, si intravede che sia nella teorizzazione l'unione del gruppo, prima ancora che nell'analogia estetica. Per la prima volta un movimento figurativo si organizza intorno ad alcuni concetti anziché sulla base di affinità tecniche constatate con la pratica nella sperimentazione di mostre collettive come l'esempio è avvenuto nell'espressionismo.

 

Si era andato a definire in sostanza un movimento in grado di abbracciare e contemporaneamente indirizzare ogni forma di espressione artistica. Il futurismo è il prodotto di un'intesa intellettuale fra un gruppo di artisti. Carlo Carrà scrivere il libro sulla sua vita: "mozioni, rossore e io c'incontrammo con Marinetti... dopo una lunga disamina sulla situazione in cui versava l'arte da noi, decidemmo di lanciare un manifesto ai giovani artisti italiani per invitarli a scuotersi dal letargo che soffocava ogni legittima aspirazione... quel grido di baldanzoso e aperta ribellione fece l'effetto di una violenta scarica elettrica Ciò che il futurismo rifiutava era il concetto di un' arte élitaria e decadente, confinata nei musei e negli spazi della cultura aulica. Proponeva invece un balzo in avanti, per esplorare il mondo del futuro, fatto di parametri quali la modernità contro l'antico, la velocità contro la stasi, la violenza contro la quiete, e così via. Marinetti sintetizza in undici punti i principi del nuovo movimento. 1.Noi vogliamo cantar l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità. 2.Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia. 3.La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno. 4.Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia. 5.Noi vogliamo inneggiare all'uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. 6.Bisogna che il poeta si prodighi, con ardore, sfarzo e mugnificenza, per aumentare l'entusiastico fervore degli elementi primordiali. 7.Non v'è più bellezza, se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all'uomo. 8.Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli! Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'Impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell'assoluto, poiché abbiamo già creata l'eterna velocità onnipresente. 9.Noi vogliamo glorificare la guerra , sola igiene del mondo, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertarî, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna. 10.Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d' ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica. 11.Noi canteremo le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa: canteremo le maree multicolori e polifoniche delle rivoluzioni nelle capitali moderne; canteremo il vibrante fervore notturno degli arsenali e dei cantieri incendiati da violente lune elettriche; le stazioni ingorde, divoratrici di serpi che fumano; le officine appese alle nuvole pei contorti fili dei loro fumi; i ponti simili a ginnasti giganti che scavalcano i fiumi, balenanti al sole con un luccichio di coltelli; i piroscafi avventurosi che fiutano l'orizzonte, le locomotive dall'ampio petto, che scalpitano sulle rotaie, come enormi cavalli d'acciaio imbrigliati di tubi, e il volo scivolante degli aeroplani, la cui elica garrisce al vento come una bandiera e sembra applaudire come una folla entusiasta. In un altro suo scritto, Marinetti disse come doveva essere l'artista futurista. «Chi pensa e si esprime con originalità, forza, vivacità, entusiasmo, chiarezza, semplicità, agilità e sintesi. Chi odia i ruderi, i musei, i cimiteri, le biblioteche, il culturismo, il professoralismo, l'accademismo, l'imitazione del passato, il purismo, le lungaggini e le meticolosità. Chi vuole svecchiare, rinvigorire e rallegrare l'arte italiana, liberandola dalle imitazioni del passato, dal tradizionalismo e dall'accademismo e incoraggiando tutte le creazioni audaci dei giovani».