Introduzione al Futurismo elettronico

 

INTRODUZIONE: Perchè ancora il futurismo? Per i suoi caratteri innovativi, essenzialmente, e di rottura, per la sua volontà di "risvegliare le coscienze sopite dei giovani, per far ritrovare all'arte italiana (e all'arte in questo caso applicata ai nuovi media digitali) quei caratteri "nazionali"  che la distinguano e la rendano unica sulla scena internazionale. Nell' ambito dell'animazione digitale, viviamo in Italia una grande sudditanza nei confronti degli stati uniti, ad esempio. Ora, se è vero che sul piano tecnico gli studi di hollywood sono anni luci avanti a noi, non ha a mio avviso alcun senso cercare di imitarli. Interesser? mai al MONDO uno squallido tentativo nostrano di imitare la PIXAR ? Non mancano le capacità, nè il talento... ma i MEZZI. Non disponiamo di studi di animazione in italia con 500 dipendenti, non applichiamo in italia (o forse non vogliamo applicare) una sitematica divisione del lavoro . E forse siamo troppo individualisti, come popolo, per riuscire ad applicare una visione "Taylorista " ai processi creativi. Ecco perchè a mio avviso in questo campo sono necessarie scelte AUTARCHICHE, sperimentali, altamente stilistiche,che facciano del bagaglio culturale e visivo che ci contraddistinguono il proprio cavallo di battaglia. Questo al mondo puo' interessare, per fortuna. Questi sono i caratteri della produzione "made in Italy" di successo. Sarebbe giusto, a mio avviso, che essi fossero estesi anche al campo della comunicazione , animazione, e ARTE multimediale. Manifesto del Futurismo elettronico(o elettrico) Nuvole di fumo si ergono sulla polvere passatista. Noi non vogliamo esaltare la guerra, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore. Vogliamo esaltare il dinamico progresso dell'umanità  nella ricerca di se stessa, attraverso le scoperte, la cultura, affrontando le ingiustizie e le ipocrisie, le superstizioni e credenze bigotte della propria epoca. Vogliamo esaltare l'arte come principale strumento novatore sociale, vogliamo che essa riesca a scuotere le coscienze sopite dall'oblio della mercificata cultura di massa, che crea nuovi miti soltanto per creare nuovi bisogni. Vogliamo opporci all' autoreferenzialità  e all'anti-meritocrazia di coloro che si barricano dietro a una istituzione ,una scrivania,una cattedra, un titolo , uno status, e si permettono di osteggiare , deridere, sfruttare, chi ha capacità  novatrice, talento , idee. Noi non vogliamo distruggere i musei, ma vogliamo togliere la polvere e le ragnatele dall'arte che vi è racchiusa , liberandola , attualizzandola, portandola attraverso l'etere, i cavi elettrici, gli schermi, e qualunque altro strumento che consenta la riproduzione dell'opera stessa innanzi al mondo intero ,ad un pubblico quanto più esteso possibile, perchè essa finalmente risponda nuovamente agli obiettivi per i quali era stata creata: l'intrattenimento, il giuoco, la comunicazione sociale, la pubblicità . Non vogliamo bruciare i libri, vogliamo invece essere in grado di sfogliarli ancora, ed estrapolarvi nuovissime suggestioni visive e acustiche. Noi vogliamo imbrigliare le nuove tecniche digitali e andare a sfruttare tutte le magie plastiche e luminose che esse offrono, rifuggendo gli stereotipi costituiti nell'immaginario collettivo, andando a creare uno stile del tutto nuovo, emozionante, dinamicissimo, multiforme. Vogliamo catturare l'istante dinamico dell'emozione, ed estenderlo nel tempo e nello spazio, e in qualunque altra dimensione che la tecnica renderà  possibile. Claudio Castelli Claudio Castelli, 16 maggio 2006- 16 may 2006