Artista digitale, arte digitale?

Mi chiedo, se passata la fascinazione anni 90 sulla new economy, sulle meraviglie del telelavoro, sul web 2.0, sul virtuale, abbia ancora senso parlare di artista digitale e artista analogico, o meglio tradizionale.

Secondo una definizione datata e canonica, l’ artista digitale usa il computer (in maniera non banale) come strumento creativo, creando opere completamente sintetiche, o manipolando i media tradizionali (vedi wikipedia).

Io personalmente potrei essere parzialmente d’accordo solo quando si parla magari di arte generativa o matematica, come ad esempio l’ arte dei frattali:

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Ultra Fractal di Kevin Dooley

Nel caso dell’ arte dei frattali, infatti, la funzione dell’ artista è quasi puramente esplorativa: dopo aver settato alcuni parametri, che sono il più delle volte predefiniti in software come “Ultrafractal” o simili, l’ artista digitale si limiterà a esplorare , zommando e rimpicciolendo il mondo digitale ottenuto , andando a fermare in una immagine ciò che ritiene, secondo la sua sensibilità, sia meritevole di essere condiviso.

Un po’ quello che fa il fotografo col mondo reale.

In questo caso, quindi, si parte da una formula matematica, l’ artista “isola” ciò che ritiene significativo.

Quando però il computer viene usato per disegnare, modellare, scolpire, manipolare, a mio avviso questa separazione fra artisti digitali e analogici (o tradizionali) diventa sempre più labile.

Voglio dire. se uno scrittore usa il computer per scrivere un romanzo o una poesia, è uno scrittore digitale?

Se scatto una foto su pellicola, la scansiono, elimino la polvere e ne stravolgo i colori, è arte digitale o anologica?

E se l’ avessi fatto interamente in camera oscura, sarei forse stato più virtuoso?

Se realizzo un modello 3d per una animazione, quindi lo stampo in 3d o con un router cnc, lo limo e lo ridipingo a mano, sono un artista tradizionale o un artista digitale?

Sono uno scultore, un grafico, un artista digitale o cosa?

Per quando mi riguarda, queste separazioni hanno sempre meno senso.

Poi, se vogliamo parlare di virtuosità, per carità, la cosa cambia: scegliere di operare interamente con tecniche tradizionali, ha sicuramente il valore aggiunto di mantenere vive tecniche e tradizioni del passato, a testimonianza per i posteri dell’ inventività umana.

Ogni processo, al computer o tramite media tradizionali, ha vantaggi e svantaggi.

Con la fotografia, ad esempio, a me piace molto l’ effetto e la definizione della pellicola, specialmente quando si vanno ad usare medi e grandi formati.

Anche perchè il “digitale” è praticamente fermo e consolidato sul formato 35 millimentri.

Poi qualche volta stampo in camera oscura, qualche volta scansiono e basta e posto sui social network.

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