Avanguardie Russe – Video

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diretto da Theodore Ushev. Prodotto da Marc Bertrand. Agenzia :National Film Board of Canada.

“Avanguardia Russa” è un termine che mira a coprire l’arte prodotta in Russia (in realtà l’impero russo , o l’Unione Sovietica) tra il 1890 e il 1930 … anche se da qualche parte il suo inizio è datato già nel 1850 e la sua fine più tardi nel 1960 .

Il termine copre molte correnti artistiche diverse, ma strettamente correlate , che si sono sviluppate in quel momento; vale a dire neo- primitivismo , suprematismo , costruttivismo e futurismo . Leggi tutto “Avanguardie Russe – Video”

Depero – Balli Plastici : una ricostruzione al computer

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E ‘stato incredibile per trovare questo pezzo su Youtube … 4 anni dopo sono uscito con i miei ” Giocattoli Futuristi – futuristi Toys” .

A quel tempo ho spento la creazione di un breve filmato , prendendo distanza da ideali futuristi , adottando elementi futuristi visivi per lo più a mostrare un grande contrasto tra il nostro mondo industriale e quel mondo futurista sognato negli anni Trenta , in cui le macchine erano viste come il nostro amico … Leggi tutto “Depero – Balli Plastici : una ricostruzione al computer”

Video Games o arte interattiva?

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Possono i Videogiochi essere considerati “Arte”? Per me, come qualsiasi forma di arte digitale, di sicuro. Per i collezionisti, come ho spiegato nel mio articolo: Come guadagnare soldi con l’arte digitale, molto meno, credo. Ma le cose stanno cambiando, e anche i formali e ben noti musei istituzionali, come il MOMA di New York, finalmente hanno aperto le loro porte ai videogiochi allestendo una mostra permanente. Leggi tutto “Video Games o arte interattiva?”

Arte Digitale, una definizione

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L’ arte digitale, non è che una connotazione, quasi speculare, dell’ arte elettronica .

Molto semplicemente, sta ad indicare l’ arte realizzata al computer, o l’ utilizzo , non banale, del computer, per manipolare e modificare forme d’ arte esistenti.

Rispetto all’ arte elettronica, ha un significato leggermente più ristretto, in quanto tende a indicare progetti compiuti, e dotati di vita autonoma direttamente all’ interno del pc.

Mentre l’ arte elettronica, per definizione, tende ad avere una connotazione più interdisciplinare, andando ad accostare gli elementi generati al computer , o attraverso strumenti elettronici, ad altri , più tradizionali, come ad esempio la scultura, il teatro, il balletto, e a contribuire alla creazione di atmosfere formate da suggestioni ibride.

Ed è per questo che amo definirmi un artista elettronico.

Si parla comumque sempre di accezioni abbastanza sottili, e non universalmente riconosciute, che di definizione in definizione mutano , e di cui tutti vorrebbero attribuirsi il merito.

Ritengo, come espresso altrove, che sempre di arte si tratta, e che la differenza coi media tradizionali è soltanto il fatto che l’ artista, in questo caso, si guarda intorno, e decide di utilizzare gli strumenti che la sua epoca gli fornisce, come sempre hanno avuto cura di fare gli uomini non ancorati agli archetipi passatisti.

Si intravede sicuramente una liason fra questi concetti, e movimenti artistici come il futurismo e le altre avanguardie..

Personalmente, eviterei di limitare la connessione a questi tipi di elementi, e la estenderei alla natura intrinseca dell’ uomo, e soprattutto dell’ artista, che per natura è affascinato dall’ ignoto, e dal documentare ciò che gli sta intorno, e da sempre a ricercato gli strumenti migliori per esprimersi.

Comumque, a parte le considerazioni personali, che visto che comumque state leggendo il mio sito, sono più che legittime, la computer art (uno dei vari sinonimi di digital art) nasce intorno al 1950, con i primi esperimenti di Manfred Frank e Ben Lapsosky , due matematici e programmatori dotati di senso artistico, o meglio, di spirito contemplativo verso il bello, che, attraverso l’ uso di funzioni matematiche ed oscilloscopi, andarono a realizzare le basi per proiezioni grafiche, andando a sfruttare le variazioni date dall’ uso dell’ oscilloscopio combinato al tubo catodico.

Quando si parla di arte digitale, si fa riferimento ad un’ infinità di tecniche , liberamente mescolabili fra di loro..

Parliamo di quelle più diffuse: L’ arte generativa : consiste nel creare oggetti artistici tramite una o più formule, o settando determinati parametri in una funzione matematica.

Mi riferisco qui , ad esempio, ai frattali.

La foto manipolazione: (o bitmap art) consiste nell’ elaborazione di un’ immagine acquisita tramite scanner, o foto o video digitale, che, opportunamente trattata e manipolata, andrà a creare qualcosa di totalmente diverso.

La grafica vettoriale : in questo caso, il componimento è creato dall’ artista andando ad usare vettori, quindi forme infinitamente scalabili e non legati alla risoluzione del monitor L’ animazione e l’ elaborazione 3d : simile alla grafica vettoriale, concettualmente, utilizza dei vettori 3d per andare a formare , tramite un processo denominato rendering, una o più immagini (quindi sequenza di immagini, o animazione) .

Ci sarebbero molte più forme espressive di cui parlare, ma al momento mi limito a queste, e ricordo che possono essere liberamente mescolate, per creare nuove suggestioni.

Net Art, arte condivisa

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La Net Art (spesso confusa con la Web Art) , si contraddistingue per un forte spirito di condivisione, di interattività , e conferisce un ruolo Assolutamente pubblico all’ arte. Si allontana irrimediabilmente dal concetto romantico dell’ arte, intesa come espressione del genio dell’ autore, per riallacciarsi ai valori arcaici della collettività, e dell’ opera d’ arte intesa come visione collettiva di un gruppo di persone.
Tracce tangibili di questo concetto nell’ epoca moderna, si ritrovano ad esempio in alcune culture africane: in questi popoli (almeno prima che venissero contaminati dalla cultura occidentale) , il lavoro andava in base soprattutto alle stagioni, dell’ anno e della vita.. Quindi, chiunque, all’ interno di una tribù, si ritrovava ad essere agricoltore, allevatore, cacciatore, e chiaramente artista.
Gli oggetti dell’ arte africana, sono infatti spesso forgiati da più mani, a volte da un’ intera tribù.
Questo concetto si ritrova anche ad esempio nella cultura greca “classica” : le opere d’ arte erano firmate dalla “collettività” , e non attribuite ad un singolo artista.. Pensiamo anche alla figura “simbolica” di Omero , ritenuto da molti come metafora della coscienza collettiva orale Greca.
Per molti, i vari libri dell’ Iliade e dell’ Odissea, vennero scritti da mano diverse, ed in epoche differenti.
Ma firmati entrambi da ” Omero “.
Solo in epoca classica, le opere iniziarono ad essere attribuite a persone specifiche, ma ancora, per lungo tempo, a “studi” , o “maestri” ,o scuole, per cui lavoravano numerosissimie persone.
La net art scavalca i confini delle collettività intesi su basi geografiche, per estendersi a quelli globali resi possibili da internet , delineati non quindi dalla vicinanza fisica, ma soprattutto dall’ affinità intellettuale, o dalla condivisione di interessi specifici. Nelle opere di net Art, l’ interattività è fondamentale : gli utenti saranno chiamati ad esprimere la loro creatività, caricando per esempio le proprie immagini, che andranno ad interagire con la formazione dell’ opera stessa.
Oppure, un unico “dipinto elettronico” potrà essere generato contemporaneamente da più mani, tramite web application in grado di interfacciarsi agli schermi touch screen di iphone, ipad, o di pc di nuova generazione .
Al di là della storia dell’ arte della net art, per cui, al momento, rimando ad wikiartpedia.org , mi sembra molto interessante citare alcune web application che forniscono concretamente, e senza alcuna “pretesa” artistica (almeno, intesa nel senso “romantico” del termine) , di far collaborare più utenti ad un progetto artistico comune:

DoodleToo : Collaborative Online Drawing http://www.doodletoo.com/ DoodleTooDoodletoo.com è uno strumento di disegno on-line e chat room in uno. Entrate in una delle chat room per disegnare i vostri messaggi, idee, stati d’animo, esprimere voi stessi o postare immagini da condividere con gli altri! Ognuno vede la penna e può partecipare, aiutarvi, sfidarvi o forse diventare il vostro amico. Tutto il mondo potrà ammirare le vostre creazioni artistiche, suoi quadri come sono stati creati

Studio-Sketchpad : Processing on Etherpad http://sketchpad.cc/ Studio-Sketchpad : Processing on Etherpad Sketchpad is powered by Etherpad, a text editor that lets you sketch together in “really real-time” Studio SketchPad was named after the two web technologies on which the application is built: the Sketch from Processing and the Pad from EtherPad. (The Studio metaphor used throughout the site was inspired by the writings of John Seely Brown, which I’ll save for another post.) EtherPad is used as a lightweight development environment for authoring (or co-authoring) small visual programs written in the Processing language. Unless otherwise specified by the author(s), works built on Sketchpad are distributed under the Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported license. Multiuser Sketchpad

Arte e Media, Arte digitale e computer, poesia e carta : dissertazione polemica e inutile

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Un foglio di carta può essere utilizzato in svariati modi: Per scrivere la lista della spesa, ad esempio. Oppure per incartare delle uova. O ancora, per scrivere una poesia, o fare uno schizzo. Viviamo in un’epoca relativista, nella quale tutto può essere tutto.

Quindi magari, brandendo il conto del macellaio, e ponendolo entro una cornice, nel contesto di una mostra, qualcuno potrà dire “questa è arte”.

Ma nell’opinione generale, pochi andranno a sostenere che chi scrive la lista della spesa su un foglio possa , dato che usa in qualche modo lo stesso mezzo utilizzato dal poeta per scrivere le sue poesie , intendersi di poesia (almeno basandosi soltanto sul fatto che sappia tracciare dei segni grafici su un foglio di carta).

Ora. Un artista , che usi il digitale, usa l’ informatica come strumento per esprimere la sua arte, di solito perché non trova nei media tradizionali (come un foglio di carta) un supporto adeguato per esprimere le sue visioni (ad esempio, se si tratta di “visioni in movimento”).

Un “informatico” , si intende di “informatica”, il suo lavoro è in qualche modo quindi quello di saper utilizzare al meglio un mezzo che ancora non ha raggiunto l’ immediatezza espressiva di un foglio di carta. Un artista che usi il digitale ,dovrà necessariamente intendersi di informatica, per tradurre in suoni e immagini le sue idee.

Anche se la tendenza tecnologica attuale, è sempre più quella di rendere più “umane” e accessibili le interfacce uomo-macchina (pensiamo alla facilità d’ uso dei nuovi dispositivi portatile apple, per esempio). Quindi in un futuro non troppo lontano, potremo trovare numerosi artisti “digitali” che si intendano POCHISSIMO di informatica. Ha senso quindi secondo voi dire che un “informatico” non debba NECESSARIAMENTE intendersi di arte digitale? Un foglio di carta può essere utilizzato in svariati modi: Per scrivere la lista della spesa, ad esempio.

Oppure per incartare delle uova. O ancora, per scrivere una poesia, o fare uno schizzo.

Viviamo in un’epoca relativista, nella quale tutto può essere tutto. Quindi magari, brandendo il conto del macellaio, e ponendolo entro una cornice, nel contesto di una mostra, qualcuno potrà dire “questa è arte”.

Ma nell’opinione generale, pochi andranno a sostenere che chi scrive la lista della spesa su un foglio possa , dato che usa in qualche modo lo stesso mezzo utilizzato dal poeta per scrivere le sue poesie , intendersi di poesia (almeno basandosi soltanto sul fatto che sappia tracciare dei segni grafici su un foglio di carta).

Ora. Un artista , che usi il digitale, usa l’ informatica come strumento per esprimere la sua arte, di solito perché non trova nei media tradizionali (come un foglio di carta) un supporto adeguato per esprimere le sue visioni (ad esempio, se si tratta di “visioni in movimento”).

Un “informatico” , si intende di “informatica”, il suo lavoro è in qualche modo quindi quello di saper utilizzare al meglio un mezzo che ancora non ha raggiunto l’ immediatezza espressiva di un foglio di carta. Un artista che usi il digitale ,dovrà necessariamente intendersi di informatica, per tradurre in suoni e immagini le sue idee.

Anche se la tendenza tecnologica attuale, è sempre più quella di rendere più “umane” e accessibili le interfacce uomo-macchina (pensiamo alla facilità d’ uso dei nuovi dispositivi portatile apple, per esempio).

Quindi in un futuro non troppo lontano, potremo trovare numerosi artisti “digitali” che si intendano POCHISSIMO di informatica. Ha senso quindi secondo voi dire che un “informatico” non debba NECESSARIAMENTE intendersi di arte digitale?

Periodo Digital – Depero

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Oggi mi sentivo curioso riguardo ad altri artisti digitali 3d ispirati dal Futurismo.
Questa clip, di Eduardo Pla – sembra uno dei primi tentativi di trasporre le opere di Fortunato Depero in un ambiente digitale 3D, e devo dire che per il periodo (1992) è abbastanza impressionante, tecnicamente parlando.
A quel tempo, la Pixar produceva cose come queste:
1 video: pixar

2 video: Eduardo Pla

Credo dunque che questo lavoro abbia avuto una discreta produzione alle spalle ..
Mi piace il fatto che l’autore metta i propri sentimenti nell’animazione, e vi abbini una sorta di recitazione.
Ad alcuni potrebbe sembrare che questa animazione sia stata fondamentalmente eseguita per lo più per il solo scopo di stupire il pubblico con lì allora nuova tecnologia 3D, ma, beh, era una pratica molto comune in quel periodo.

Anche, sicuramente, per la maggior difficoltà di esecuzione, e l’ estrema limitatezza dell’ hardware, anche delle workstation più potenti..

Vorrei sapere di più su questa produzione e circa l’autore …
Quindi, se Egli stesso o qualcuno coinvolto nella produzione arrivasse a leggere questo articolo, mi farebbe veramente felice contattandomi!