Giocattoli Futuristi: spiegazione completa

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La storia vuole essere da un lato la ripresa di un tipo di rappresentazione
futurista,dissacrante e grottesca che riprenda dunque l’assenza di psicologia propria di questo tipo di azione scenica, e che inneschi nello spettatore un senso di smarrimento e stupore,pur rimanendo in una visione onirica-giocosa,
dall’ altro un “dramma” di tipo espressionista, che contestualizza l’uomo dominato dalla meccanicità da lui stesso costituita, e ne voglia risvegliare la coscienza sopita. Leggi tutto “Giocattoli Futuristi: spiegazione completa”

Depero – Balli Plastici : una ricostruzione al computer

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E ‘stato incredibile per trovare questo pezzo su Youtube … 4 anni dopo sono uscito con i miei ” Giocattoli Futuristi – futuristi Toys” .

A quel tempo ho spento la creazione di un breve filmato , prendendo distanza da ideali futuristi , adottando elementi futuristi visivi per lo più a mostrare un grande contrasto tra il nostro mondo industriale e quel mondo futurista sognato negli anni Trenta , in cui le macchine erano viste come il nostro amico … Leggi tutto “Depero – Balli Plastici : una ricostruzione al computer”

Periodo Digital – Depero

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Oggi mi sentivo curioso riguardo ad altri artisti digitali 3d ispirati dal Futurismo.
Questa clip, di Eduardo Pla – sembra uno dei primi tentativi di trasporre le opere di Fortunato Depero in un ambiente digitale 3D, e devo dire che per il periodo (1992) è abbastanza impressionante, tecnicamente parlando.
A quel tempo, la Pixar produceva cose come queste:
1 video: pixar

2 video: Eduardo Pla

Credo dunque che questo lavoro abbia avuto una discreta produzione alle spalle ..
Mi piace il fatto che l’autore metta i propri sentimenti nell’animazione, e vi abbini una sorta di recitazione.
Ad alcuni potrebbe sembrare che questa animazione sia stata fondamentalmente eseguita per lo più per il solo scopo di stupire il pubblico con lì allora nuova tecnologia 3D, ma, beh, era una pratica molto comune in quel periodo.

Anche, sicuramente, per la maggior difficoltà di esecuzione, e l’ estrema limitatezza dell’ hardware, anche delle workstation più potenti..

Vorrei sapere di più su questa produzione e circa l’autore …
Quindi, se Egli stesso o qualcuno coinvolto nella produzione arrivasse a leggere questo articolo, mi farebbe veramente felice contattandomi!

Amore per la Macchina

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DALL’ “AMORE” PER LA MACCHINA ALLA “SOCIETÀ’ DI PROTEZIONE DELLE MACCHINE”

Nell’articolo Il primo mobilio italiano futurista’, Arnaldo Ginna rileva che « l’uomo tende a farsi servire più che può dalla macchina perché le cose da farsi sono ben più numerose di una volta », e nota i lati pressoché « umani » della macchina, utilizzata per i suoi mobili, « scaturiti come sempre dalle idee fondamentali futuriste: di ultramodernismo originale, di igiene, di eleganza, di emozione sintetica ».
Osserva Ginna che: « … la vita tutta vibra in velocità sempre crescente.
Ci sono delle macchine che sono dei veri e propri organismi, che hanno veramente del-l’intelligenza, che hanno delle malattie passeggere e delle malattie croniche, che riportano delle ferite guaribili in 10, 15, 30 e più giorni; ci sono delle macchine che muoiono di un colpo apoplettico.
Domandatelo ai motoristi agli chaffeurs ai macchinisti, essi sentono quando il motore ha la ripercussione del 4° tono, e prevedendo la malattia danno subito un poco di chinino dello stato per la prima febbriciattola.
La macchina è diventata il prolungamento evidentemente necessario dei nervi dell’operato.
Il tessitore dirige la macchina fiutando a volo di volante i colori e disegni da intromettere via via…
Ho studiato nell’officina l’operaio chinato sulla piallatrice, sulla sega circolare, tagliando formando e creando le linee imparate a memoria sul disegno, e la macchina lo sente, lo capisce…
Ogni operaio è innamorato della propria macchina, e quindi ne è fortemente geloso e ne rivendica i pregi sulle altre dei compagni.
Forse la macchina sarà presto la nostra sola amante possibilmente desiderabile D.
Queste considerazioni sulla macchina vengono certamente dallo scritto di Marinetti L’uomo moltiplicato e il regno della macchina 2, dove leggiamo: Esaltiamo l’amore per la macchina, quell’amore che vedemmo fiammeggiare sulle guance dei meccanici, aduste e imbrattate di carbone.
Non avete osservato un macchinista quando lava amorevolmente il gran corpo possente della sua locomotiva? Sono le tenerezze minuziose e sapienti di un amante che accarezzi la sua donna adorata D.
Sono osservazioni oggi ampiamente confermate dalla psicosociologia e dalla psicanalisi: la « società affluente », con lo sviluppo della motorizzazione, ha messo in evidenza, e a dimensioni macroscopiche, i fatti acutamente osservati ed annotati cinquant’anni fa da Marinetti prima e da Ginna poi, soprattutto il carattere erotico del rapporto tra l’uomo e la sua automobile.
Dall’amore per la macchina alla protezione di tutte le macchine il passo  è, se non breve, logico.
E nasce, per iniziativa e Manifesto’ dell’aviatore Fedele Azari, la « Società di Protezione delle Macchine », presieduta da Marinetti, fondata da Azari, Balla, Casavola, Catrizzi, Depero, Dottori, Escodamé, Gerbino, Pannaggi, Prampolini, Russolo e Spano.
Non cono-sciamo la data esatta dell’iniziativa di Azari, ma dovrebbe essere attorno al 1925 o poco dopo, come stanno a testimoniare i nomi, tra i soci, dei nuovi poeti futuristi lanciati dalla seconda antologia marinettiana Catrizzi, Escodamé, Gerbino.
« Perché — chiedemmo a Vasari in un colloquio — non si vede mai il suo nome nei Manifesti che riguardano le macchine? ».
« Ero assente dal-l’Italia, e anche volendo partecipare a quelle manifestazioni, o condividendone le idee, non avrei potuto discuterli, contribuire, e sottoscrivere ».
Pochi documenti esprimono meglio del Manifesto firmato da Azari, il valore di una macchina, la sua funzione sociale per l’eliminazione della povertà e della lotta di classe, la sua super-umanità, in quanto eguale, marinettianamente, ad Uomo perfezionato e moltiplicato, la sua vitalità e intelligenza, sensibilità, solidarietà (« nei campi d’aviazione si verifica qualche volta che tutti o quasi tutti i motori sono contemporaneamente riluttanti a mettersi in moto o funzionino imperfettamente, e questo in-dipendentemente dalle condizioni di manutenzione o di temperatura, atmosfera, ecc. »).
Azari esorta a difendere e proteggere le macchine, condanna i « delitti » più comuni contro di esse consumati (non ridurre la marcia di un’auto-mobile in salita, non lubrificare, sforzare e accelerare a vuoto un motore), e auspica che la « Società di Protezione delle Macchine » funzioni come la « Società di Protezione degli Animali » e gradatamente si sostituisca ad essa.
La cosa non si è (ancora) realizzata sul piano legislativo, sociale: ma basta sfogliare un manuale di manutenzione in uso in qualsiasi industria, per constatare che il « delitto » di « lesa macchina » e severamente punito; ed anche i volumetti che accompagnano la vendita delle auto-vetture mettono ampiamente in guardia, spesso in tono minaccioso, contro tali « delitti ».

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Manifesto della cinematografia futurista

La rivoluzione musicale Futurista di Luigi Russolo
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Luigi Russolo (1885 – 1947) the futurist artist with his assistant Piatti and the noise machine invented by him for futurist ‘symphonies’, one of which was performed at the London Coliseum in June 1914. He was also a painter. (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

Sebbene non vi sia stata una vera e propria produzione cinematografica futurista, riporto un passo dal  “Manifesto della Cinematografia Futurista” del 1916: 

 

La conflagrazione agilizza sempre più la sensibilità europea. La nostra grande guerra igienica, che dovrà soddisfare TUTTE le nostre aspirazioni nazionali, centuplica la forza novatrice della razza italiana. Il cinematografo futurista che noi prepariamo, deformazione gioconda dell’universo, sintesi alogica e fuggente della vita mondiale, diventerà la migliore scuola per i ragazzi: scuola di gioia, di velocità, di forza, di temerità e di eroismo. Il cinematografo futurista acutizzerà, svilupperà la sensibilità, velocizzerà l’immaginazione creatrice, darà all’intelligenza un prodigioso senso di simultaneità e di onnipresenza. Il cinematografo futurista collaborerà così al rinnovamento generale, sostituendo la rivista (sempre pedantedesca), il dramma (sempre previsto) e uccidendo il libro (sempre tedioso e opprimente). Le necessità della propaganda ci costrigeranno a pubblicare un libro di tanto in tanto. Ma preferiamo esprimerci mediante il cinematografo, le grandi tavole di parole in libertà e i mobili avvisi luminosi.

Con il nostro Manifesto “IL TEATRO SINTETICO FUTURISTA”, con le vittoriose tournées delle compagnie drammatiche Gualtiero Tumiati, Ettore Berti, Annibale Ninchi, Luigi Zoncada, coi 2 volumi del TEATRO SINTETICO FUTURISTA contenenti 80 sintesi teatrali, noi abbiamo iniziato in Italia la rivoluzione del teatro di prosa. Antecedentemente un altro Manifesto futurista aveva riabilitato, glorificato e perfezionato il TEATRO DI VARIETA’. E’ logico dunque che oggi noi trasportiamo il nostro sforzo vivificatore in un’altra zona del teatro: il CINEMATOGRAFO.

A prima vista il cinematografo, nato da pochi anni, può sembrare già futurista, cioè privo di passato e libero da tadizioni: in realtà, esso, sorgendo come TEATRO SENZA PAROLE, ha ereditate tutte le più tradizionali spazzature del teatro letterario. Noi possimo dunque senz’altro riferire al cinematografo tutto ciò che abbiamo detto e fatto per il teatro di prosa. La nostra azione è leggittima e necessaria, in quanto il cinematografo fino ad oggi E’ STATO, E TENDE A RIMANERE PROFONDAMENTE PASSATISTA, mentre noi vediamo in esso la possibilità di un’arte eminentemente futurista e IL MEZZO DI ESPRESSIONE PIU’ ADATTO ALLA PLURISENSIBILITA’ DI UN ARTISTA FUTURISTA.

 

Salvo i films interessati di viaggi, caccie, guerre, ecc., non hanno saputo infliggerci che drammi, drammoni e drammetti passatistissimi. La stessa sceneggiatura che per la sua brevità e varietà può sembrare progredita, non è invece il più delle volte che una pietosa e trita ANALISI. Tutte le immense possibilità ARTISTICHE del cinematografo sono dunque assolutamente intatte.

Il cinematografo è un’arte a sè. Il cinematografo non deve mai copiare il palcoscenico. Il cinematografo, essendo essenzialmente visivo, deve compiere innanzittutto l’evoluzione della pittura: distaccarsi dalla realtà, dalla fotografia, dal grazioso e dal solenne. Diventare antigrazioso, deformatore, impressionista, sintetico, dinamico, parolibero.

OCCORRE LIBERARE IL CINEMATOGRAFO COME MEZZO DI ESPRESSIONE per farne lo strumento ideale di UNA NUOVA ARTE immensamente più vasta e più agile di tutte quelle esistenti. Siamo convinti che solo per mezzo di esso si potrà raggiungere quella poliespressività verso la quale tendono le più moderne ricerche artistiche. Il cinematografo futurista crea appunto oggi la sinfonia poliespressiva, che già un anno fa noi annunciavamo nel nostro manifesto: PESI, MISURE E I PREZZI DEL GENIO ARTISTICO. Nel film  futurista entreranno come mezzi di espressione gli elementi più svariati: dal brano di vita reale alla chiazza di colore, dalla linea alle parole in libertà, dalla musica cromata e plastica alla musica di oggetti. Esso sarà insomma pittura, architettura, scultura, parole in libertà, musica di colori, linee e forme, accozzo di oggetti e realtà cautizzata. Offriremo nuove ispirazioni alle ricerche dei pittori i quali tendono a sforzare i limiti del quadro. Metteremo in moto le parole in libertà che rompono i limiti della letteratura marciando verso la pittura, la musica, l’arte dei rumori e gettando un meraviglioso ponte tra la parola e l’oggetto reale.

 

I nostri films saranno:

  1. ANALOGIE CINEMATOGRAFATE usando la realtà direttamente come uno dei due elementi dell’analogia. Esempio: Se vorremo esprimere lo stato angoscioso di un nostro protagonista invece di descriverlo nelle sue fasi di dolore daremo un’equivalente impressione con lo spettacolo di una montagna frastagliata e cavernosa. I monti, i mari, i boschi, le città, gli eserciti, le squadre, gli aereoplani saranno spesso le nostre parole formidabilmente espressive: L’UNIVERSO SARA’ IL NOSTRO VOCABOLARIO. Esempio: Vogliamo dare una sensazione di stramba allegria: rappresentiamo un drappello di seggiole che vola scherzando attorno ad un enorme attaccapanni finchè si decidono ad attaccarcisi. Vogliamo dare una sensazione d’ira: frantumiamo l’iracondo in un turbine di pallottole giallo. Vogliamo dare l’angoscia di un Eroe che perdeva la sua fede nel defunto scetticismo neutrale: rappresentiamo l’Eroe nell’atto di parlare ispirato ad una moltitudine; facciamo far scappar fuori ad un tratto Giovanni Giolitti che gli caccia in bocca a tradimento una ghiotta forchettata di maccheroni affongando la sua alata parola nella salsa di pomodoro. Coloriremo il dialogo dando velocemente e simultaneamente ogni immagine che attraversi i cervelli dei personaggi. Esempio: rappresentando un uomo che dirà alla sua donna: sei bella come una gazzella, daremo una gazzella. Esempio: Se un personaggio dice: Contemplo il tuo sorriso fresco e luminoso come un viaggiatore contempla dopo lunghe fatiche il mare dall’alto di una montagna, daremo viaggiatore, mare, montagna punto. In tal modo i nostri personaggi saranno perfettamente comprensibili come SE PARLASSERO.
  2. POEMI, DISCORSI E POESIE CINEMATOGRAFATI. Faremo passare tutte le immagini che li compongono sullo schermo……. In questo modo noi cinematografiamo i più segreti movimenti del genio. Ridicolizzeremo così le opere dei poeti passatisti, trasformando col massimo vantaggio del pubblico le poesie più nostalgicamente monotone e piagnucolose in spettacoli violenti, eccitanti, ed esilarantissimi.
  3. SIMULTANEITA’ E COMPENETRAZIONI di tempi e di luoghi diversi CINEMATOGRAFATE. Daremo  nello stesso istante-quadro due o tre visioni differenti l’uno accanto all’altra.
  4. RICERCHE MUSICALI CINEMATOGRAFATE (dissonanze, accordi, sinfonie di gesti, fatti, colori, linee, ecc.).
  5. STATI D’ANIMO SCENEGGIATI CINEMATOGRAFATI.
  6. ESERCITAZIONI QUOTIDIANE PER LIBERARSI DALLA LOGICA CINEMATOGRAFATE.
  7. DRAMMI D’OGGETTI CINEMATOGRAFATI (Oggetti animati, umanizzati, truccati, vestiti, passionalizzati, civilizzati, danzanti – Oggetti tolti dal loro ambiente abituale e posti in una condizione anormale che, per contrasto, mette in risalto la loro stupefacente costruzione e vita non umana).
  8. VETRINE DI IDEE, D’AVVENIMENTI , DI TIPI . D’OGGETTI, ECC. CINEMATOGRAFATI.
  9. CONGRESSI, FLIRTS, RISSE E MATRIMONI DI SMORFIE, DI MIMICHE, ECC. CINEMATOGRAFATI. Esempio: un nasone che impone il silenzio a mille dita congressiste scampanellando un orecchio, mentre due baffi carabinieri arrestano un dente.
  10. RICOSTRUZIONI IRREALI DEL CORPO UMANO CINEMATOGRAFATE.
  11. DRAMMI DI SPROPORZIONI CINEMATOGRAFATE (un uomo che avendo sete tira fuori una minuscola cannuccia la quale si allunga ombellicalmente fino ad un lago e lo asciuga DI COLPO).
  12. DRAMMI POTANZIALI E PIANI STRATEGICI DI SENTIMENTI CINEMATOGRAFATI.
  13. EQUIVALENZE LINEARI PLASTICHE, CROMATICHE, ECC. di uomini, donne, avvenimenti, pensieri, musiche, sentimenti, pesi, odori, rumori CINEMATOGRAFATI (daremo con delle linee bianche sul nero il ritmo interno e il ritmo fisico di un marito che scopre sua moglie adultera ed insegue l’amante – ritmo dell’anima e ritmo delle gambe).
  14. PAROLE IN LIBERTA’, IN MOVIMENTO CINEMATOGRAFATE (tavole sinottiche di valori lirici – drammi di lettere umanizzate o animalizzate – drammi ortografici – drammi tipografici – drammi geometrici – sensibilità numerica, ecc..).    

Pittura + scultura + dinamismo plastico + parole in libertà + intonarumori + architettura + teatro sintetico = Cinematografia futurista.

SCOMPONIAMO E RICOMPONIAMO COSI’ L’UNIVERSO SECONDO I NOSTRI MERAVIGLIOSI CAPRICCI, per centuplicare la potenza del genio creatore italiano e il suo predominio assoluto nel mondo.